Europa Cantat 2006
Dal 1 al 6 agosto 2006 si è tenuto a Mainz in Germania un festival internazionale dei cori al quale il coro Sudcontro ha partecipato.
1° Agosto 2006: eccoci alla partenza di un’esperienza musicale unica, coinvolgente, totale….che ci ha esaltati e ci ha trasportati nel magico e universale mondo della musica!
Europa cantat si configura come un crocevia di cori e voci soliste che si incontrano per il gusto puro di “fare” musica; la manifestazione, a ciclo triennale, coinvolge cori di tutte le età, che si provano nei diversi generi musicali, provenienti da ogni angolo d’Europa e non solo….
Il mega-festival è una maratona di musica ascoltata ed eseguita, difatti i cori partecipanti si “lanciano” in performance nei diversi luoghi della città trasformati per l’occasione in palcoscenici (chiese, piazze, palazzi storici, auditorium); ma ogni coro, a sua volta, si pone in ascolto della musica eseguita dagli altri, in un fecondo scambio umano, culturale e musicale. Per vivere bene Mainz è stato necessario partire con uno zaino attrezzato di volontà di socializzare con altri cantori, con disponibilità all’ascolto e anche ai tempi e ritmi serrati, con uno spirito di apertura verso i molteplici generi musicali.
Che fortuna…già il solo essere parte di questa kermesse! Se poi si aggiunge l’attività formativa che essa ci ha regalato, attraverso gli ateliers, allora la fortuna si eleva all’ennesima potenza.
La città di Mainz con le sue vie, le sue frequentate e numerose apoteche, le facciate decorate dei palazzi, le invidiabili e funzionali strutture ricettive, l’aria inebriata dalla brezza del fiume Reno accarezzato dalla pioggia, ha rappresentato una cornice ideale ad accogliere un tale viaggio musicale e canoro.
Il coro Sudcontrocanto è stato rappresentato a Mainz da 13 coristi, il maestro Donato e una accompagnatrice, Imelda, elementi, che si sono divisi in due diversi ateliers: uno di gospel contemporaneo diretto da Msr. Rhoda Scott, attualmente la più celebre organista Jazz, frequentato da Anna Rita, Domenico, Francesco, Piera e Valery; l’altro sul ritmo argentino della Misa Crolla, diretto magistralmente dal Maestro Nestor Andrenacci e con la collaborazione del gruppo peruviano Las Alturas, frequentato da Cristina, Licia, Marialuisa, Mary Grace, Rosa, Tina e Vito, il tutto seguito dall’occhio attento e indiscreto di Piero, improvvisato cameraman per l’occasione.
Il primo giorno i gospelisti arrivano al luogo dell’incontro con un leggero ritardo…sarà stata forse la presenza di Piera? No di certo, vista la supervisione di Marialuisa, alias la sig.na Rottermeier; ma a quanto pare l’aria mattutina pigra e sonnolenta di Mainz ha contagiato anche gli altri coristi. Un laboratorio, quello di Rhoda, frequentato da circa 80 coristi provenienti dalla Francia, Spagna, Martinica, Italia, Svizzera.
Ogni “lezione” della durata di quattro ore ha previsto una prima fase in cui abbiamo sperimentato nuove tecniche di riscaldamento vocale e fisico, esercizi di corretta fonazione, pratiche di rilassamento spirituale indispensabile ad “entrare” nella musica e nei testi…Nel presentarci i testi e nel cantare insieme, nonché nell’ascolto di brani registrati da cori professionisti, Rhoda ci ha “svelato” e ci ha “introdotto” nello spirito del gospel, facendoci comprendere come esso non sia solo mera esecuzione vocale, ma preghiera e occasione per far pregare gli altri: solo con questa convinzione si può fare gospel…sentendosi channel of the Lord’s word.
Unico neo la scarsa presenza delle voci maschili, in particolare di quelle tenorili.
Ciò che ci ha, invece, colpito positivamente è stato vedere come tutti i coristi fossero in grado di leggere a prima vista la partitura. Dopo soli tre giorni di prove l’esecuzione finale ha visto il coro cantare senza spartito….
Mentre il primo gruppo veniva trascinato dall’atmosfera negro-spirituale, il secondo gruppo di coristi si immergeva nel ritmo affascinante e travolgente dell’Argentina, magistralmente rappresentata dal maestro Andrenacci, un uomo simpatico e molto disponibile, con il quale i coristi sono entrati subito in sintonia (merito di Licia e Rosa). Le lezioni si sono tenute in un grande salone di una invidiabile casa della gioventù, con circa 200 partecipanti europei che in rigoroso silenzio si sono fatti incantare dai dolci modi e dagli efficaci consigli del maestro. Oltre a vari esercizi di riscaldamento (svolti in piedi), molto originale è stato il vocalizzo eseguito guardando negli occhi il corista accanto mirante a riscoprire il piacere di cantare.
Intenso è stato il lavoro sui brani della Misa: molto utile è stato ascoltare dal maestro la lettura del testo in lingua originale e la storia dei ritmi delle regioni di provenienza. I brani che compongono la messa provengono infatti da varie zone argentine dove le caratteristiche naturali del territorio (montagne o pianure) e le condizioni culturali da esse determinate, hanno creato ritmi originali intrisi di storia e umanità. Ad esempio, il ritmo del Kyrie esprime lo stupore e il senso di impotenza dell’uomo di fronte alla maestosità delle Ande, il carnavalito del Gloria e la chacarera del Credo raccontano i momenti di festa e di incontro che ogni annocoloro che vivono soli, a tremila metri sulle montagne, l’estilo pompeano dell’Agnus Dei riflette il sentimento malinconico e introspettivo dell’uomo argentino di fronte alla pianura sterminata del sud.
Il maestro ha cercato (secondo noi riuscendoci in maniera soddisfacente considerando il poco tempo a disposizione) attraverso i suoi racconti e i suoi ripetuti esercizi di articolazione e interpretazione del testo, di farci penetrare non solo nella musica così rappresentativa del suo paese, ma nella cultura e nella tradizione. Per cantare non basta leggere le note, ma interpretare musica e testo, che solo insieme potranno regalare un’emozione a chi canta e a chi ascolta… ma questo ce l’aveva già detto qualcuno!?
Stupefacente è stato il risultato del concerto: dopo solo quattro giorni di fronte ad una platea attenta, accompagnati da strumenti mai visti e ascoltati e magistralmente suonati , diretti da un divertito ed emozionatissimo maestro, i duecento coristi “europei” si sono perlomeno avvicinati al mondo dell’America Latina…
Ma le emozioni non sono finite qui, la sera del quattro agosto, sotto un cielo minaccioso e gli occhi soddisfatti di Gutemberg, uomo che tanto ha fatto per la cultura, i cinquemila partecipanti ad Europa Cantat, hanno eseguito, insieme ad un coro guida e ad una orchestra di fiati giovanile, la grande e travolgente opera di C. Orff “Carmina Burana”. Di fronte a tale meraviglia anche le nuvole si sono arrese e il cielo si è colorato di luci e fuochi pirotecnici che a tempo di musica hanno elevato l’emozione di tutti a ricordo incancellabile.
Il livello dell’esecuzione non sarà stato eccellente ma quella sera l’intento di Europa Cantat si è svelato: cantare per il solo piacere di farlo e riconoscere alla musica il ruolo di unico e grande veicolo di cultura e fraternità.
Questo è stato solo un tentativo di mettere su carta le innumerevoli emozioni provate, tutto ciò che non siamo riuscite ad esprimere resterà per sempre nel nostro cuore.
Ci auguriamo inoltre di poter ripetere l’esperienza e di farla vivere a chi non ha potuto…Utrecht ci aspetta nel 2009!
Annarita Rondello
Cristina La pesara
Marialuisa Ventrella
Piera Milella